lunedì 16 luglio 2012

Gocce di vita


Peccando d’immodestia
affido al nero su bianco
pensieri, esperienze, emozioni.
Congerie di aneddoti, aforismi
scaturiti o, senza pretese,
liberamente tratti
da incontri, reali o simbolici,
con i Grandi del mio tempo e del passato.


Sull’Arte

Ricordi lontani di un bimbo che coglie per strada un fragile pezzo di vetro e vi guarda il mondo, che gli appare diverso, chimerico e distante…
Pensieri di oggi, di un uomo che cerca nell’arte quel sortilegio.
Staccarsi dal Tutto, dalle nostre miserie, per non esserne preda e tornare alla vita con nuovo vigore: questo è il fine dell’arte.
L’arte, che riaffiora alle nostre coscienze ciò che ha posto nell’animo umano e che l’animo umano conosce e produce: il bene e il male, la vita e la morte, la gioia e il dolore.


Lezioni di vita

Narra un’antica leggenda del Tibet di un monaco che, un giorno, chiamati a raccolta i suoi discepoli disse loro: “Salite sulla vetta del sacro monte e lì cercate il suono del battito di una sola mano. Vi è riposto il segreto della vita.”
Senza batter ciglio, i discepoli s’inerpicarono su per la montagna, speranzosi di dirimere un così vitale quesito. Chi dopo due anni, chi dopo tre o forse più, l’uno dopo l’altro tutti tornarono al cospetto del Maestro coi loro fantasiosi responsi: “Il suono del battito della mano di un uomo è quello che essa emette nel percuotere il petto di questi in atto di contrizione…”, ed ancora “Il suono del battito di una sola mano è quello che essa genera quando cerca di afferrare il vento”….
“Stolti!…” - rispose aspramente il sant’uomo - “…il suono del battito di una sola mano non esiste. E voi, ingenui alla cerca del Giudizio, avete speso invano lunghi anni dell’unica esistenza che vi è data arrovellando le vostre menti su uno stupido quesito che soluzione non ha. Come tanti, troppi forse, avete fatto sì che il limpido ruscello della vita vi scorresse a fianco senza mai assaporarne le fragranti acque, intenti a badare alle cose più insensate. Persi per sempre i momenti più belli, soli sulla vetta della vostra pochezza.”


Nessuno è perfetto

Un ebreo è assorto in preghiera: “Sai, Dio…domani è il kippur, il giorno dell’espiazione. Cerca, dunque, di perdonare a noi tutti i nostri peccati; poiché se monderai le nostre colpe, forse noi perdoneremo Te, per tutte le volte che ad Auschwitz-Birkenau, Buchenwald una madre straziata ha visto chiudersi le porte di una camera a gas alle spalle del suo bambino, senza che Tu muovessi anche solo un dito per evitarlo”.
A questo mondo nessuno è perfetto; forse nemmeno l’Altissimo…


Saggezza armena

Rovistando fra le anticaglie di polverosi scaffali un grosso libro mi cade fra le mani. L’autore è armeno, di quelli ignoti, che quasi ti vien voglia di capire perché mai son venuti al mondo.
Eppure, scorrendo fra le righe, un adagio di remota saggezza mi coglie alla sprovvista: “pesa sempre le tue parole come se non vi fosse un domani in cui pentirti di quel che dici”.
E adesso, grazie a quell’illustre sconosciuto forse venuto al mondo perché io capissi, divido la mia pena con me stesso, nel silenzio di pensieri che voce non hanno ma che pur parlano al cuore… e ripenso a quante volte ti ho ferita.


Saggezza ebraica [Riso amaro]

“Dimmi, Rabbi Yankele, tu che sei krande skrigno di saggezza: perké strumento musikale prediletto di fiero popolo ebraiko è minuskolo, insignifikante violino?”
“Vedi, amiko mio Moishele, tu non può skappare da nazisti con krosso pianoforte su tue spalle!”


Beata innocenza

Limpido meriggio d’estate; frenetico vocio di “soldatini” scalmanati che rincorrono una palla, rivestiti di uniformi colorate.
Ma c’è un recinto, e – di là da quello - una landa del quartiere di cui nessuno sa né vuol sapere. Stamberghe, che offendono la vista degli ipocriti.
In quel cortile, un ragazzetto solitario dall’occhio ceruleo calcia un barattolo: è la sua palla. L’aspetto è smunto e il vestire non da meno; dovrebbe avere tutto e nulla tiene.
Ma sembra indifferente e gioca con se stesso… e intanto porta dentro l’ineffabile mistero di chi altro non chiede che di vivere sereno il suo candore.


Chi impara da chi?

Puntualmente il rito si riproponeva sempre uguale: al suono della campanella, quel ragazzino minuto si precipitava ad abbracciarmi e, dopo un “ciao” semplice e forse troppo schietto, riassaporava la tanto agognata libertà quotidiana.
“Chi gli avrà insegnato a dare del tu ai grandi, agli estranei? E ad abbracciarli, poi…”
Uno dei grandi se ne accorse, e rimediò: “Non devi dargli del tu né abbracciarlo. Non è tuo padre. Porta rispetto!”
Così, un giorno, il ragazzino minuto si rabbuiò e, lontano dagli occhi e dalle orecchie indiscreti dei compagni, si tolse un peso dal cuore: “Mia mamma sta con uno che non è mio padre. Non mi piace, e lo chiamo signore. E se ti do del tu non è per offenderti, ma solo perché con te mi diverto, quando ogni tanto fai le facce strane per farci ridere un po’. Se non lo dico a nessuno… posso continuare?”
Chi impara da chi? Me lo chiedo ancora adesso.


Persone perbene

Non ne potevo più delle sue insolenze: presi il temuto libro nero e vi scrissi sopra la sua sentenza. E lui, furioso e per nulla intimorito, pronunciò la mia: “Appena mio padre esce di galera viene qui e ti spara…” E chi fosse il padre lo sapevano tutti tranne me.
Per un po’ mi guardai intorno, perché la prudenza non è mai troppa, ma poi me ne scordai. Mesi dopo, fra le molte madri venute a chiedere della sorte della loro prole, un signore dimesso mi fece: “Sono il padre di quel ragazzo. Sono stato in villeggiatura fino al mese scorso, e forse ci devo ancora tornare, perché so i fatti miei. A mio figlio ci pensi lei, come e quando vuole… perché gli sbagli che io sto pagando lui non li deve fare!”. E se ne andò.



Dialogo (immaginario) sulla Bellezza.

Keats: "Bellezza è Verità, e Verità è Bellezza... ciò è quanto è dato a noi sapere!".
Hegel: "Errore. Solo il Vero è Bello, e lo è proprio perché profondamente vero!".
Schopenhauer: "E' un'illusione. L'uomo è essere senziente e schiavo dei sensi, e come tale è inevitabilmente attratto non dalle cose vere ma dalle cose belle, e solo alla Bellezza egli dà valore di Verità!".


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