sabato 28 luglio 2012

Dalla parte del bene e del male

Demetrio Nunnari, Dalla parte del bene e del male. R.L. Stevenson e J. Conrad. Note a margine di una lettura, Enter Edizioni, Cerignola 2012, pp. 76, € 10,00 

* I° Premio - Concorso Letterario "Mario Soldati 2012".


* I° Premio - Concorso Letterario "Lord Glenn 2013-14".


* Omaggio alla Cultura - Premio Internazionale Calabria 2014 di Letteratura, Giornalismo e Scienze.


Viviamo, in ambito letterario, un eccesso dell’ermeneutica. L’opera d’arte è costantemente violata nel suo segno, nella sua più immediata bellezza, e scomposta in frammenti infinitesimi che si piegano al fare dispotico di quella Critica che arroga a sé il diritto di definirne il senso. A poco a poco il fruitore del testo è escluso dal gioco sottile e stimolante della comunicazione letteraria e non ha più privilegio di pensiero. Ecco, dunque, il fondamento di queste brevi Note a margine di una lettura di due celebri lavori di R.L. Stevenson e J. Conrad: un libercolo agile e snello che non impone un disegno critico, ma offre varie ipotesi d’interpretazione che sarà poi il lettore ad elaborare. L’Autore obbedisce cosi alla regola aurea del “vorrei, ma non posso”, mostrando sentieri solitari e, talvolta, inesplorati, ponendo quesiti, insinuando dubbi. Cosa lega, dunque, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde a Il compagno segreto? Presto detto. L’eterno dilemma del “doppio” nella letteratura europea, Freud, il dissidio tra il bene e il male, la poetica di Dostoevskij, la morale di Nietzsche ed altro ancora. Un’esperienza di lettura avvincente e tutta all’insegna della “semiosi illimitata”.

Pianista, critico musicale e letterario, saggista, Demetrio Nunnari partecipa ad un seminario del M.ro Aldo Ciccolini (1992) e consegue il Diploma di Pianoforte presso il Conservatorio di Musica "A. Corelli" di Messina (1994). Allievo dei Proff. P.A. Zveteremich (che tradusse in prima mondiale il Dottor Zivago di B Pasternak) e B.V. D'Ajetti, è Dottore con lode in Lingue e Letterature Straniere (Specialista in Lingua e Lettteratura Russa; 2000). Riceve, per il suo operato in campo culturale, numerose attestazioni di merito: "Diploma d'Onore" al XV Concorso di Musica "A.M.A. - Calabria" (1992), Premio Internazionale "Calabria 2000" di Letteratura, Giornalismo e Scienze (per una tesi di laurea), Premio Letterario "Nunzio Giordano Bruno" (saggistica; 2001), Premio Letterario Internazionale "Il Convivio" (per la traduzione russo-italiano; 2003), Premio di Poesia Dialettale e Prosa "Nino Martoglio" (narrativa; 2003), Premio Letterario Nazionale "Franz Anton Messmer" (saggistica; 2003), "Diplome de Mérite" del prestigioso Tournoi International de Musique" diretto dal M.ro Filippo Michelangeli (critica musicale; 2004), Premio Letterario "Mario Soldati (saggistica edita, 2012), Premio Letterario "Lord Glenn" (saggistica edita; 2014), Premio Internazionale "Calabria" di Letteratura, Giornalismo e Scienze (saggistica edita; 2014) . Presidente dell'Associazione "Mafarka" (2002-2009), ha collaborato con il mensile "L'Eco del Sud" (2002-2012), con periodici, riviste d'arte ed associazioni culturali e fatto parte di giurie di concorsi nazionali (Premio Pianistico e di Musica da Camera "R. Schumann", VIII Ed., Premio Letterario "N.G. Bruno, Ed. 2002 & 2003, Premio di Prosa e Poesia ASAS 2015). Ottiene nel 2003 una Borsa per uno Stage presso l'Università Statale di San Pietroburgo (C.S.I.) ed è, in seguito, Docente di Lingua Inglese, Lingua Russa, Analisi del Testo Letterario e Storia della Musica presso l'Università T.E. di Messina. Primo in Italia, traduce dal russo e pubblica un racconto di M.E. Saltykov-Scedrin [Il Convivio, 2003]. Consegue, successivamente, i Master in "Didattica della Letteratura Inglese", "Didattica della Lingua Straniera" e Apprendimento e sviluppo della Lingua Straniera". Pubblica il saggio Dalla parte del bene e del male. R.L. Stevenson e J. Conrad. Note a margine di una lettura [Enter Ed., Cerignola 2012]. Dal 2002 è Docente di Lingua Inglese.

Titolo: Dalla parte del bene e del male. Note a margine di una lettura
Autore: Demetrio Nunnari
Editore: Enter
Collana: Fuori Collana
Ambito: Critica Letteraria, Saggistica
Anno: 2012
Paese: Italia
Copyright: © 2012 Enter
ISBN: 9788897545347
Lingua: Italiano
Legatura: Brossura
Pagine: 76
Formato: 14,85 x 21 cm
Prezzo: € 10,00

Dal 4 Agosto 2012 in libreria e on-line ai seguenti link:


* un sincero ringraziamento ed un'attestazione di lode al Dott. Gennaro Balzano di "Enter Edizioni" per la meticolosa cura prestata all'intera iniziativa editoriale.
                                                                                                                                              l'Autore

lunedì 16 luglio 2012

Gocce di vita


Peccando d’immodestia
affido al nero su bianco
pensieri, esperienze, emozioni.
Congerie di aneddoti, aforismi
scaturiti o, senza pretese,
liberamente tratti
da incontri, reali o simbolici,
con i Grandi del mio tempo e del passato.


Sull’Arte

Ricordi lontani di un bimbo che coglie per strada un fragile pezzo di vetro e vi guarda il mondo, che gli appare diverso, chimerico e distante…
Pensieri di oggi, di un uomo che cerca nell’arte quel sortilegio.
Staccarsi dal Tutto, dalle nostre miserie, per non esserne preda e tornare alla vita con nuovo vigore: questo è il fine dell’arte.
L’arte, che riaffiora alle nostre coscienze ciò che ha posto nell’animo umano e che l’animo umano conosce e produce: il bene e il male, la vita e la morte, la gioia e il dolore.


Lezioni di vita

Narra un’antica leggenda del Tibet di un monaco che, un giorno, chiamati a raccolta i suoi discepoli disse loro: “Salite sulla vetta del sacro monte e lì cercate il suono del battito di una sola mano. Vi è riposto il segreto della vita.”
Senza batter ciglio, i discepoli s’inerpicarono su per la montagna, speranzosi di dirimere un così vitale quesito. Chi dopo due anni, chi dopo tre o forse più, l’uno dopo l’altro tutti tornarono al cospetto del Maestro coi loro fantasiosi responsi: “Il suono del battito della mano di un uomo è quello che essa emette nel percuotere il petto di questi in atto di contrizione…”, ed ancora “Il suono del battito di una sola mano è quello che essa genera quando cerca di afferrare il vento”….
“Stolti!…” - rispose aspramente il sant’uomo - “…il suono del battito di una sola mano non esiste. E voi, ingenui alla cerca del Giudizio, avete speso invano lunghi anni dell’unica esistenza che vi è data arrovellando le vostre menti su uno stupido quesito che soluzione non ha. Come tanti, troppi forse, avete fatto sì che il limpido ruscello della vita vi scorresse a fianco senza mai assaporarne le fragranti acque, intenti a badare alle cose più insensate. Persi per sempre i momenti più belli, soli sulla vetta della vostra pochezza.”


Nessuno è perfetto

Un ebreo è assorto in preghiera: “Sai, Dio…domani è il kippur, il giorno dell’espiazione. Cerca, dunque, di perdonare a noi tutti i nostri peccati; poiché se monderai le nostre colpe, forse noi perdoneremo Te, per tutte le volte che ad Auschwitz-Birkenau, Buchenwald una madre straziata ha visto chiudersi le porte di una camera a gas alle spalle del suo bambino, senza che Tu muovessi anche solo un dito per evitarlo”.
A questo mondo nessuno è perfetto; forse nemmeno l’Altissimo…


Saggezza armena

Rovistando fra le anticaglie di polverosi scaffali un grosso libro mi cade fra le mani. L’autore è armeno, di quelli ignoti, che quasi ti vien voglia di capire perché mai son venuti al mondo.
Eppure, scorrendo fra le righe, un adagio di remota saggezza mi coglie alla sprovvista: “pesa sempre le tue parole come se non vi fosse un domani in cui pentirti di quel che dici”.
E adesso, grazie a quell’illustre sconosciuto forse venuto al mondo perché io capissi, divido la mia pena con me stesso, nel silenzio di pensieri che voce non hanno ma che pur parlano al cuore… e ripenso a quante volte ti ho ferita.


Saggezza ebraica [Riso amaro]

“Dimmi, Rabbi Yankele, tu che sei krande skrigno di saggezza: perké strumento musikale prediletto di fiero popolo ebraiko è minuskolo, insignifikante violino?”
“Vedi, amiko mio Moishele, tu non può skappare da nazisti con krosso pianoforte su tue spalle!”


Beata innocenza

Limpido meriggio d’estate; frenetico vocio di “soldatini” scalmanati che rincorrono una palla, rivestiti di uniformi colorate.
Ma c’è un recinto, e – di là da quello - una landa del quartiere di cui nessuno sa né vuol sapere. Stamberghe, che offendono la vista degli ipocriti.
In quel cortile, un ragazzetto solitario dall’occhio ceruleo calcia un barattolo: è la sua palla. L’aspetto è smunto e il vestire non da meno; dovrebbe avere tutto e nulla tiene.
Ma sembra indifferente e gioca con se stesso… e intanto porta dentro l’ineffabile mistero di chi altro non chiede che di vivere sereno il suo candore.


Chi impara da chi?

Puntualmente il rito si riproponeva sempre uguale: al suono della campanella, quel ragazzino minuto si precipitava ad abbracciarmi e, dopo un “ciao” semplice e forse troppo schietto, riassaporava la tanto agognata libertà quotidiana.
“Chi gli avrà insegnato a dare del tu ai grandi, agli estranei? E ad abbracciarli, poi…”
Uno dei grandi se ne accorse, e rimediò: “Non devi dargli del tu né abbracciarlo. Non è tuo padre. Porta rispetto!”
Così, un giorno, il ragazzino minuto si rabbuiò e, lontano dagli occhi e dalle orecchie indiscreti dei compagni, si tolse un peso dal cuore: “Mia mamma sta con uno che non è mio padre. Non mi piace, e lo chiamo signore. E se ti do del tu non è per offenderti, ma solo perché con te mi diverto, quando ogni tanto fai le facce strane per farci ridere un po’. Se non lo dico a nessuno… posso continuare?”
Chi impara da chi? Me lo chiedo ancora adesso.


Persone perbene

Non ne potevo più delle sue insolenze: presi il temuto libro nero e vi scrissi sopra la sua sentenza. E lui, furioso e per nulla intimorito, pronunciò la mia: “Appena mio padre esce di galera viene qui e ti spara…” E chi fosse il padre lo sapevano tutti tranne me.
Per un po’ mi guardai intorno, perché la prudenza non è mai troppa, ma poi me ne scordai. Mesi dopo, fra le molte madri venute a chiedere della sorte della loro prole, un signore dimesso mi fece: “Sono il padre di quel ragazzo. Sono stato in villeggiatura fino al mese scorso, e forse ci devo ancora tornare, perché so i fatti miei. A mio figlio ci pensi lei, come e quando vuole… perché gli sbagli che io sto pagando lui non li deve fare!”. E se ne andò.



Dialogo (immaginario) sulla Bellezza.

Keats: "Bellezza è Verità, e Verità è Bellezza... ciò è quanto è dato a noi sapere!".
Hegel: "Errore. Solo il Vero è Bello, e lo è proprio perché profondamente vero!".
Schopenhauer: "E' un'illusione. L'uomo è essere senziente e schiavo dei sensi, e come tale è inevitabilmente attratto non dalle cose vere ma dalle cose belle, e solo alla Bellezza egli dà valore di Verità!".