martedì 17 aprile 2012

Perchè Musica e Lettere

Musica e Lettere; due presenze ingombranti nella mia vita. Due fedeli compagne di viaggio che sempre mi hanno sostenuto e sempre mi sosterranno da qui innanzi. Poiché, quando la mediocrità di ciò che è intorno a me si fa assordante, non v'è di meglio che trovar rifugio nell'eterna, invitta bellezza di suoni e parole. 
Si dice che le nostre parole siano come le scarpe che portiamo ai piedi: sono comode e belle, ci fanno star bene e tutti le notano, e le indossiamo senza posa fino a consumarle. Infine, quando sono ormai logore, nessuno ci fa più caso, e anche ad averle ai piedi ci sentiamo in imbarazzo. Dunque, andiamo a prenderne di nuove o diamo una mano di vernice a quelle vecchie, cercando di portarle a nuovo lustro. Facciamo lo stesso con le parole: ne abusiamo giorno dopo giorno, fino a restarne del tutto insensibili. E' allora che una tragica notizia non ci turba più e una trita frase d'amore non risveglia in noi alcunché. Così, andiamo in cerca di un nuovo logos, o tentiamo di riportare all'antico splendore quello vecchio. A questo serve la grande Letteratura, che non ha luogo e non ha tempo, in quanto topos dell'anima del Mondo; a ridare un nuovo senso alle cose di sempre.
Si dice pure che la musica sia la forma d'arte più vicina al Divino. Essa è difatti priva di parola, a-concettuale, e dunque estranea a quel "concetto" che solo alla mortale, caduca parola riesce familiare. Così, non solo non vi sarebbero nell'arte dei suoni il tratto terreno e la finitezza di quel linguaggio che non riesce a farsi ragione di ciò che esula dalla ragione stessa, ma vi si scorgerebbe, anzi, quell'infinita libertà dell'Intuizione che più si avvicina al Sublime, al sub-limen, a quel che si cela sotto il limite che il nostro pensiero-parola non varca.
Ecco perché Musica e Lettere.

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